PIANO TRANSIZIONE 4.0: NOVITA’ IN ARRIVO NELLA MANOVRA 2021

PIANO TRANSIZIONE 4.0: NOVITA’ IN ARRIVO NELLA MANOVRA 2021

 

Manovra 2021: in arrivo il Fondo Recovery Plan-Transizione 4.0. Incentivi retroattivi e aliquote più alte

 

Dal prossimo anno i crediti d’imposta sui beni strumentali e per le attività di ricerca e sviluppo saranno retroattivi, con aliquote e massimali di investimento al rialzo. Questo il restyling – a cura del Ministero dello Sviluppo e del Ministero dell’Economia – del Piano Transizione 4.0, che sarà finanziato, nel quadro della legge di Bilancio 2021, da un Fondo Recovery Plan-Transizione 4.0, collegato ai fondi europei.

 

Piano Transizione 4.0: novità in arrivo nella Manovra 2021

 

In base alle anticipazioni del Sole 24 Ore, MISE e MEF avrebbero raggiunto un compromesso sulla nuova versione del Piano Transizione 4.0, che entrerà nella Manovra 2021 con proroga fino al 2023. Il costo per il rifinanziamento del Piano dovrebbe ammontare a circa 25 miliardi di euro, da coprire con la costituzione di un Fondo Recovery Plan-Transizione 4.0 agganciato alle risorse europee.

Entrando nel merito degli incentivi 4.0 al centro del Piano, si fa largo l’adozione del principio di retroattività: saranno quindi agevolabili gli investimenti effettuati a partire da novembre 2020. Inoltre, saranno coperte le spese fino al 2022, con consegna dei beni fino a giugno 2023, previo pagamento di un acconto di almeno il 20%.

Salgono anche le aliquote e i massimali di investimento dei crediti d’imposta per beni strumentali, R&S e formazione 4.0.

Nel dettaglio, per il credito d’imposta sui beni strumentali materiali non 4.0 (ex-superammortamento) l’aliquota salirà dal 6% al 10% – solo per il 2021 – per investimenti effettuati da soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni (per i quali il termine di compensazione viene ridotto a 1 anno). Per i beni funzionali allo smart working l’aliquota aumenterà fino al 15%.

Per il credito d’imposta sui beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati restano le due fasce di incentivazione, distinte in base alla quota di investimenti, ma con alcune novità. Nel 2021, per la prima fascia il limite di investimento salirà da 2,5 a 4 milioni e l’incentivo fiscale dal 40% al 50%, poi nel 2022 si tornerà ai livelli attuali. Per la seconda fascia, invece, nel 2021 la quota di investimenti passerà da 4 milioni a 10 milioni, il beneficio salirà dal 20% al 30%, per ritornare nel 2021 all’intensità attuale.

Ritornano anche gli incentivi per investimenti oltre 10 milioni (e fino a 20 milioni), con aliquota del 10% sia per il 2021 sia per il 2022. Per i software 4.0, solo nel 2021, l’aliquota aumenterà dal 15% al 20% e il massimale da 700mila euro a 1 milione.

Saliranno le aliquote e i massimali anche del credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design:

  • per ricerca e sviluppo: aliquota da 12% al 20%, massimale da 3 a 5 milioni;
  • per innovazione tecnologica: aliquota dal 6% al 10% (fino al 15% per progetti legati a sostenibilità economica e digitale), con massimale da 1,5 a 3 milioni;
  • per attività di design e ideazione estetica: aliquota dal 6% al 15%, massimale da 1,5 milioni a 3 milioni.

Novità in arrivo anche per il credito d’imposta formazione 4.0: tra i costi ammissibili rientreranno le spese dirette per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori.

Per quanto riguarda il periodo minimo di compensazione dei crediti d’imposta, si scende dagli attuali 5 a 3 o 1 anno; per i beni strumentali funzionali alla digitalizzazione (ex iperammortamento) è prevista anche l’anticipazione della fruizione già dall’anno dell’investimento, invece che dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Le misure della legge di Bilancio 2021