Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo 2015-2020

Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo 2015-2020

Tutte le imprese, per rimanere competitive in un mercato in continua evoluzione e cambiamento, fanno ricerca e/o sviluppo. Spesso però non si rendono conto che lo stanno facendo, tanto queste attività sono diventate quotidiane e radicate nel DNA delle aziende stesse.
Con Legge di Stabilità 2015 il Governo ha istituito un Credito di Imposta a sostegno delle imprese che effettuano R&S nella misura del 50% delle spese sostenute. Con i Decreti Attuativi e le Circolari dell’Agenzia delle Entrate sul Credito di Imposta, sono stati definiti tre diversi livelli di ricerca e sviluppo. Tralasciando i primi due che sono la Ricerca Fondamentale e la Ricerca Pianificata tipiche dei settori industriali più avanzati ed evoluti, vale la pena soffermarsi sulla definizione di Sviluppo Sperimentale che è la seguente: “acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e delle capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione… la norma ha ricompreso, tra le attività ammissibili nell’ambito dello sviluppo sperimentale, anche gli studi di fattibilità”.

Da questa definizione è facile capire come queste attività siano quotidianamente svolte in molte delle aziende del nostro territorio. La norma ha definito anche quali sono i costi ammissibili al Credito di Imposta identificandoli in: spese per il personale dipendente che effettua queste attività, spese relative a contratti di ricerca e/o sviluppo stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati nonché quelle relative a contratti di ricerca stipulati con altre imprese o professionisti, quote di ammortamento dei beni che sono solitamente utilizzati dall’impresa per svolgere attività di R&S, e le spese per acquisto o deposito dei brevetti. Il Credito di Imposta viene calcolato di anno in anno nella misura del 50% dei maggiori costi sostenuti dall’impresa rispetto alla media delle medesime voci di spesa del triennio 2012-13-14.

Il Credito di Imposta è poi utilizzabile in compensazione in F24 a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti. Per usufruire del Credito di Imposta non è necessario presentare una domanda ed attendere un benestare ma è una autodeterminazione del contribuente, al quale la norma demanda l’onere della prova. Di cosa si tratta: l ’Agenzia delle Entrare con propria Circolare ha definito il tipo di documentazione che deve essere predisposta e conservata dall’impresa, a testimonianza del corretto calcolo del Credito di Imposta e delle attività di R&S che l’azienda ha sviluppato.

Molte aziende non si rendono conto che le attività che svolgono rientrano nelle definizioni che abbiamo dato e non usufruiscono del Credito di Imposta perdendo in questo modo un’importante leva competitiva studiata dal Governo per agevolare i processi di R&S delle imprese. L’importanza che il Governo ha dato a questo strumento è testimoniata dal range temporale di validità della norma: dal 2015 a tutto il 2020. Le imprese in questo modo hanno la possibilità di pianificare le attività e i costi della R&S per un importante arco di tempo potendo contare su un beneficio che può arrivare al 50% dei costi sostenuti.